il consumo di suolo a Castello 1945-2016

1945MappaAeraCastelBolognese

2016MappaAereaCastelBolognese

Nell’autunno del 1944 aerei di ricognizione inglese fotografarono l’abitato di Castel Bolognese. Castello contava allora 6mila abitanti. Oggi le foto aeree di google maps rendono conto di un paese di poco meno di 10mila abitanti. Eppure la superficie costruita, senza contare la zona industriale, è di almeno 6 volte quella del 1945.

Questo dovrebbe dare l’idea dell’enorme spreco nel consumo di suolo. E suggerire qualche dubbio sulla politica urbanistica di un paese in cui i servizi non sono di molto aumentati rispetto a quelli degli anni’70.

Il suolo è vivo, è il suolo che purifica l’acqua e l’aria. E’ un suolo vivo che ci permette di non essere sommersi dai rifiuti, che permette a tutta la vita di esprimersi. Merita un poco di rispetto.

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Le associazioni e i cittadini chiedono il ritiro del progetto di ampliamento della discarica di Imola – Riolo Terme

Ampliamento discarica Tre Monti - Imola e Riolo Terme, le associazioni ambientaliste chiedono al Comune di Imola e CONAMI di ritirare il progetto Selezionare la foto per ingrandirla

Ampliamento discarica Tre Monti – Imola e Riolo Terme, le associazioni ambientaliste chiedono al Comune di Imola e CONAMI di ritirare il progetto.

Il comune di Imola ha presentato il progetto nella serata del 26 ottobre, assenti il Sindaco Manca. Assenti anche ARPA ed ASL, che non erano state invitate dal comune.
L’assessore all’ambiente Tronconi ha ammesso che il progetto di ampliamento della discarica è voluto dal Comune e non nasce da una pianificazione territoriale della Regione.

Maggiori informazioni sul sito
http://buonacausa.org/user/legambiente-medicina

Il rischio idrico – le casse di espansione del Senio

Mai assegnati alla Regione i soldi per realizzare le casse di espansione sul Senio. Neppure il primo finanziamento da 2 milioni. E per completare le opere idrauliche servirebbero altri 8 milioni.

Chi vive a Castello sa che da anni sono in costruzione le casse di espansione sul Senio, realizzate in zona ambientale protetta alla confluenza del Sintra nel Senio, che dovrebbero frenare il deflusso delle acque nel punto in cui la pendenza della collina incontra la pianura.
Il progetto delle 3 casse di espansione fu elaborato nel 2005 dal Servizio Tecnico di Bacino Romagna. Ora la competenza è divisa tra questo servizio tecnico e il Servizio Tecnico del Reno. Per realizzare gli invasi delle casse, nel 2009 sono stati rilasciati i permessi per fare 3 cave. Siccome siamo in una zona ambientale protetta, ci sembra di capire che le attività estrattive siano permesse solo al fine di realizzare le casse di espansione. Ovvero, se non fai la cassa di espansione, non puoi fare la cava. Infatti fare una cava qualche disagio lo provoca, se ricordate il taglio della vegetazione del Senio dalla diga steccaia al ponte di Tebano fu motivato dal fatto che le cave avevano messo a rischio le case vicino al Senio subito a valle degli scavi e occorreva accelerare il deflusso delle acque, proprio l’opposto rispetto a una cassa di espansione!

Le cave sono state realizzate, almeno per la cava n.2 i lavori di estrazione sono finiti. Sarebbe interessante conoscere i conti per capire quanto le ditte che hanno sfruttato le cave abbiano guadagnato dall-attivita’ estrattiva. Ma non ci sono i soldi per pagare le idrauliche necesssarie a trasformare i bacini in cassa di espansione. Servono tra i 9 e i 10 milioni di euro. Al momento non e’ stato assegnato alla regione neppure un primo stralcio di 2 milioni.

Documenti:
Per le casse di espansione del Senio, qui sotto riportiamo la risposta della Regione, 15 maggio 2014:
Risposta della regione, 15 maggio 2014
Per le cave del Senio, si veda:
Piano delle attività estrattive in provincia di Ravenna, 2009

Atri documenti:
Bilancio idrico del Senio
http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/suolo-bacino/sezioni/studi/studi-bacino-reno/senio/bilancio-idrico/view

Una compagnia australiana cerca metano a Castel Bolognese

Una compagnia australiana, la Po Valley ha recentemente ottenuto (3 dicembre 2012, ma la pubblicazione sul sito web è solo di questa settimana) la concessione per cercare metano su un territorio di 90 kmq nei comuni di Imola (63kmq), Dozza, Mordano, Castel Bolognese (15kmq), Riolo Terme, Faenza.  Il progetto prevede una possibile nuova acquisizione di dati geologici attraverso una campagna di rilevamento sismico e lo scavo di due pozzi esplorativi fino a 4500 m di profondità. Continua a leggere

Il metano nella bassa Romagna

Nei prossimi mesi la società Geotec realizzerà per conto di Enel Longanesiuna campagna di ricerca di idrocarburi, attraverso un programma di sondaggi nel nostro territorio, su un’area di circa 70 chilometri quadrati, comprendente i Comuni di Bagnacavallo, Faenza, Lugo, Cotignola e Ravenna. Benchè il progetto sia stato depositato oltre due anni fa, le amministrazioni non hanno coinvolto i cittadini in un percorso di gestione del territorio.

Segnaliamo l’articolodi M5S Faenza. E riportiamo qui sotto un articolo ripreso da www.ravennavirtuosa.com

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