Morire da Pino

2014PinoSolo qualche anno fa a Pino era dedicata una piccola aiuola. Poi nell’aiuola “verde” (si fa per dire) hanno pensato bene di mettere una casetta di distribuzione dell’acqua (cosa non si fa per la natura) e gli attacchi elettrici per il mercato. Risultato: Pino è di troppo. Così è ucciso Pino, nel fiore degli anni. Rimpiangeremo la sua ombra. Il valore di un Pino a Castello è meno del costo che serve per abbatterlo.

Castello era piena di viali alberati. Sono stati fortemente ridotti quelli di viale Roma (il giro delle fossa), Viale Giovanni XXIII, che non crescono perché sono stati volutamente piantati all’interno di “vasi” di cemento, i cipressi di Viale Marconi, Viale Trieste, e altri viali.

Qui sotto il comunicato dei “responsabili”:

COMUNICATO SUL SITO DEL COMUNE DEL 23.03.2016
OGGETTO: Abbattimento albero in piazzale Roma
Si informa la cittadinanza che a causa dei danni provocati dall’apparato radicale agli impianti tecnologici sotterranei e ai manufatti esistenti nell’aiuola di Piazzale Roma, sarà necessario abbattere il pino marittimo presente sul lato nord.

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il consumo di suolo a Castello 1945-2016

1945MappaAeraCastelBolognese

2016MappaAereaCastelBolognese

Nell’autunno del 1944 aerei di ricognizione inglese fotografarono l’abitato di Castel Bolognese. Castello contava allora 6mila abitanti. Oggi le foto aeree di google maps rendono conto di un paese di poco meno di 10mila abitanti. Eppure la superficie costruita, senza contare la zona industriale, è di almeno 6 volte quella del 1945.

Questo dovrebbe dare l’idea dell’enorme spreco nel consumo di suolo. E suggerire qualche dubbio sulla politica urbanistica di un paese in cui i servizi non sono di molto aumentati rispetto a quelli degli anni’70.

Il suolo è vivo, è il suolo che purifica l’acqua e l’aria. E’ un suolo vivo che ci permette di non essere sommersi dai rifiuti, che permette a tutta la vita di esprimersi. Merita un poco di rispetto.

Le associazioni e i cittadini chiedono il ritiro del progetto di ampliamento della discarica di Imola – Riolo Terme

Ampliamento discarica Tre Monti - Imola e Riolo Terme, le associazioni ambientaliste chiedono al Comune di Imola e CONAMI di ritirare il progetto Selezionare la foto per ingrandirla

Ampliamento discarica Tre Monti – Imola e Riolo Terme, le associazioni ambientaliste chiedono al Comune di Imola e CONAMI di ritirare il progetto.

Il comune di Imola ha presentato il progetto nella serata del 26 ottobre, assenti il Sindaco Manca. Assenti anche ARPA ed ASL, che non erano state invitate dal comune.
L’assessore all’ambiente Tronconi ha ammesso che il progetto di ampliamento della discarica è voluto dal Comune e non nasce da una pianificazione territoriale della Regione.

Maggiori informazioni sul sito
http://buonacausa.org/user/legambiente-medicina

Rischio idraulico del Senio, Santerno e Lamone

Il 20 settembre scorso, i nostri fiumi hanno superato ampiamente i livelli di piena rispetto ai quali sono stati fatti i piani di sicurezza idraulica. Eventi che si pensava si presentassero mediamente ogni duecento anni e che ora si presentano invece ogni pochi anni.

Questo è quanto emerge con chiarezza dallo studio dell’ARPA che analizza dati delle pioggie e delle piene del 20 settembre scorso:
http//www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/meteo/radar/rapporti/rapporto_meteo_20140920.pdf

Questo significa che è urgente rifare gli studi e rivedere i piani della regione per la sicurezza idraulica dei nostri fiumi del nostro territorio.
Purtroppo, nell’attesa che siano ri-assegnate le responsabilità dalle autorità di bacino ai bacini idrografici che sono entità in corso di definizione, la situazione è ferma. E perdiamo tempo prezioso per preparare nuovi piani contro il rischio idraulico

Occorre anche sottolineare come manchi un coordinamento sull’intera asta del fiume, e le attività intraprese dai comuni rischiano di essere vanificate in mancanza di un coordinamento tra comuni.

Dalla relazione dell’ARPA si vede anche come ad esempio sul Santerno manchino centraline di misura in grado di dare l’allarme per tempo in caso di piena.

Come Comitato, stiamo lavorando con altre associazioni a una proposta per un Contratto di Fiume per Senio, Santerno, Lamone. Ne scriveremo a breve.

20 settembre, il Senio rompe gli argini – foto Argnani

HERA e 15 euro in più sulla bolletta dell’acqua

Vi siete accorti che HERA vi ha comunicato che addebiterà 15 euro aggiuntivi su ogni bolletta addebitandovi una assicurazione (facoltativa sulla carta) sulle eventuali perdite d’acqua in casa? Leggete con attenzione il depliant che avete ricevuto nelle ultime bollette. Il meccanismo e’ quello del silenzio assenso. Ovvero se non volete pagare, dovreste contattare HERA. I comitati per l’acqua pubblica e la Federconsumatori contestano questa decisione di HERA. Qui sotto riportiamo il comunicato del Comitato Acqua Bene Comune Forlì-Cesena
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Il rischio idrico – le casse di espansione del Senio

Mai assegnati alla Regione i soldi per realizzare le casse di espansione sul Senio. Neppure il primo finanziamento da 2 milioni. E per completare le opere idrauliche servirebbero altri 8 milioni.

Chi vive a Castello sa che da anni sono in costruzione le casse di espansione sul Senio, realizzate in zona ambientale protetta alla confluenza del Sintra nel Senio, che dovrebbero frenare il deflusso delle acque nel punto in cui la pendenza della collina incontra la pianura.
Il progetto delle 3 casse di espansione fu elaborato nel 2005 dal Servizio Tecnico di Bacino Romagna. Ora la competenza è divisa tra questo servizio tecnico e il Servizio Tecnico del Reno. Per realizzare gli invasi delle casse, nel 2009 sono stati rilasciati i permessi per fare 3 cave. Siccome siamo in una zona ambientale protetta, ci sembra di capire che le attività estrattive siano permesse solo al fine di realizzare le casse di espansione. Ovvero, se non fai la cassa di espansione, non puoi fare la cava. Infatti fare una cava qualche disagio lo provoca, se ricordate il taglio della vegetazione del Senio dalla diga steccaia al ponte di Tebano fu motivato dal fatto che le cave avevano messo a rischio le case vicino al Senio subito a valle degli scavi e occorreva accelerare il deflusso delle acque, proprio l’opposto rispetto a una cassa di espansione!

Le cave sono state realizzate, almeno per la cava n.2 i lavori di estrazione sono finiti. Sarebbe interessante conoscere i conti per capire quanto le ditte che hanno sfruttato le cave abbiano guadagnato dall-attivita’ estrattiva. Ma non ci sono i soldi per pagare le idrauliche necesssarie a trasformare i bacini in cassa di espansione. Servono tra i 9 e i 10 milioni di euro. Al momento non e’ stato assegnato alla regione neppure un primo stralcio di 2 milioni.

Documenti:
Per le casse di espansione del Senio, qui sotto riportiamo la risposta della Regione, 15 maggio 2014:
Risposta della regione, 15 maggio 2014
Per le cave del Senio, si veda:
Piano delle attività estrattive in provincia di Ravenna, 2009

Atri documenti:
Bilancio idrico del Senio
http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/suolo-bacino/sezioni/studi/studi-bacino-reno/senio/bilancio-idrico/view

Approvato in consiglio comunale il Regolamento per il verde pubblico e privato

Venerdì 29 novembre, il consiglio comunale di Castel Bolognese ha approvato il Regolamento del verde pubblico e privato.

Il relatore, consigliere Magrini ha chiarito che dal 2007 esistevano in paese norme per limitare l’abbattimento degli alberi (inserite nel regolamento edilizio) ma si applicavano solo ai privati.
Il regolamento ora approvato presenta le seguenti novità:
i) introduce norme per la tutela del verde pubblico
ii) equipara all’abbattimento la pratica della capitozzatura, ovvero la drastica riduzione della chioma dell’albero

Si tratta di un passo importante per il nostro paese, a distanza di un anno dall’intervento sui tigli di viale Cairoli, intervento che il servizio fitosanitario regionale bocciò definendolo come “Si tratta di un intervento estremamente drastico, che si configura come una vera e propria capitozzatura” .
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