Chi siamo

Siamo un gruppo di persone che abitano Castel Bolognese e  che hanno a cuore la qualità della vita, dell’ambiente e del paesaggio. Potete contattarci per mail: erbadulcamera@gmail.com

Pensiamo che sia importante che i cittadini, donne e uomini, libere ed uguali, partecipino alle decisioni che riguardano la qualità della loro vita. La partecipazione dei cittadini migliora la qualità delle decisioni e ne rafforza l’efficacia.

Art. 1 della Costituzione: “La sovranità appartiene al popolo“. Questo diritto non si esaurisce al momento del voto.
Il diritto alla partecipazione alle decisioni ambientali è riconosciuto dalla legge.
La Convenzione di Arhus (Danimarca) del 25 giugno 1998, ratificata dal nostro Paese con la legge 16 marzo 2001, n. 108, riconosce ai cittadini il diritto al più ampio accesso alle informazioni e alla partecipazione alle scelte decisionali. Diritto riconosciuto pure dalle leggi 8 giugno 1990 n.142; 3 agosto 1999 n. 265 sulla partecipazione dei cittadini negli ordinamenti locali.

A livello regionale, la partecipazione è prevista dalla legge regionale del 09 febbraio 2010, n. 3, NORME PER LA DEFINIZIONE, RIORDINO E PROMOZIONE DELLE PROCEDURE DI CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE ALLA ELABORAZIONE DELLE POLITICHE REGIONALI E LOCALI
Vedi anche http://www.assemblea.emr.it/assemblea-legislativa/aree-di-attivita/partec-citt-attiva

La convenzione, parte dall’idea che un maggiore coinvolgimento e una più forte sensibilizzazione dei cittadini nei confronti dei problemi di tipo ambientale conduca ad un miglioramento della protezione dell’ambiente. Essa intende contribuire a salvaguardare il diritto di ogni individuo, delle generazioni attuali e di quelle future, di vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere.
Per raggiungere tale obiettivo, la convenzione propone di intervenire in tre settori:

  • assicurare l’accesso del pubblico alle informazioni sull’ambiente detenute dalle autorità pubbliche;
  • favorire la partecipazione dei cittadini alle attività decisionali aventi effetti sull’ambiente;
  • estendere le condizioni per l’accesso alla giustizia in materia ambientale;

I contenuti di queste pagine sono rilasciati sotto licenza non commerciale creative commons 2.5. In particolare, possono pertanto essere riprodotti, distribuiti, comunicati, esposti, rappresentati e modificati, alle seguenti condizioni:

  • bisogna citare la fonte (“Comitato ambiente e paesaggio, Castel Bolognese”) e l’URL (https://erbadulcamera.wordpress.com);
  • l’utilizzo di questo materiale non può avere fini commerciali.
  • Il diritto a una totlae informazione ambientale è riconosciuto dal Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195 “Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale”
  • Partecipazione dei cittadini
    Legge 3 agosto 1999, n.265
    Art. 3.
    Partecipazione popolare.
    1. L’articolo 6 della legge 8 giugno 1990, n.142 (amministrazione pubblica), e’ sostituito dal seguente:

    “Art. 6 – (Partecipazione popolare) – 1. I comuni valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale, anche su base di quartiere o di frazione. I rapporti di tali forme associative con il comune sono disciplinati dallo statuto.

    2. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita’ stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n.241.

    3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche’ procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere altresi’ determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere altresi’ previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

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3 pensieri su “Chi siamo

  1. Carissimi ex compaesani, condivido pienamente il vostro operato.
    Date un’occhiata a questo filmato:

    E’ lungo, ma è fondamentale per avere le informazioni che cercate.
    La nostra salute sembra sacrificabile… dobbiamo difenderci da soli (assieme ai medici ed ai ricercatori che dicono la verità: dott.ssa Patrizia Gentilini, dott. Stefano Montanari).
    Purtroppo giovedì sarò a Faenza per un altro incontro riguardante le centrali a biomasse.
    Cercate la Direttiva Europea 50/2008 (i medici dicono che è troppo blanda, ma meglio di niente), purtroppo la Regione E-R ha già deciso per noi: cercate la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 14 MARZO 2011 N. 344, la D.A.L. 51 del 26 luglio 2011, la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 26 MARZO 2012 N. 362.
    C’è una procedura di infrazione della Comunità Europea nei confronti dell’Italia perchè non attuiamo la 50/2008 (quindi pagheremo sia con la nostra salute che con i nostri soldi).
    Le centrali le vogliono comunque e ci vogliono convincere che non sono pericolose per la salute e per il territorio… qualsiasi tipo di combustione può comportare dei pericoli.
    Contattatemi via mail, potremo condividere le esperienze.
    Federica
    P.S.: Solo la biomassa compostata in modo corretto può essere bio (e serve per produrre fertilizzante…)

    • Pienamente d’accordo con Federica. I politici “tradizionali” che ancora governano in regione ed anche a livello comunale sono tutti a favore di inceneritori e centrali a combustione di ogni genere. Ma non solo loro, anche le opposizioni “tradizionali” su questi argomenti fanno voto comune con i governi locali. La cosa lascia pensare che ci siano, e ci sono, degli interessi incrociati con le multiutility (Hera nella fattispecie), e non solo (es. imprese che costruiscono le centrali, imprenditori locali altlocati).

  2. Questi politiici “tradizionali” si interessano molto di più degli interessi di cui sopra che della salute e spesso anche del portafogli dei cittadini. Dico anche del portafogli, perchè le esperienze maturate non solo all’estero, dicono concordi che la soluzione del “bruciare” che si tratti di rifiuti o altro (es. biomassa) costa di più che non utilizzare altri metodi (es. raccolta differenziata, compostaggio, ecc.).

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