Progetto per favorire la riduzione dei rifiuti, il vuoto a rendere e l’economia circolare nel territorio comunale

Ordine del giorno approvato dal Comune di Faenza, 30 maggio 2016

Progetto per favorire la riduzione dei rifiuti, il vuoto a rendere e l’economia circolare nel territorio comunale

Il presente documento è stato redatto su iniziativa delle associazioni CIF Comitato contro gli Inceneritori Faenza; Comitato Acqua Bene Comune Faenza e comprensorio; Comitato ambiente e paesaggio di Castel Bolognese; Comitato Brisighella Bene Comune; Comitato Debito pubblico: decido anch’io; Circolo Legambiente Lamone di Faenza; Ecoistituto Ecologia scienza e società Faenza; Fuori dal Coro; Gruppo Famiglie Rifiuti Zero, Gruppo Acquisto Solidale di Faenza; Gruppo Allattando a Faenza; Referente Rete rifiuti zero Emilia Romagna; Sì rinnovabili No nucleare e viene sottoposto al Consiglio Comunale di Faenza su proposta della Conferenza dei Capigruppo e della Commissione III “Ambiente ed Assetto del Territorio”.
Considerato che

  • In base all’ultimo Report sulla gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna nel 2014 a Faenza sono stati prodotti in media 724 kg di rifiuti pro-capite all’anno, di cui 344 kg di rifiuti indifferenziati;
  • nella spesa quotidiana c’è uno spreco eccessivo di materiali da imballaggio, si calcola che ogni anno in Italia vengano prodotti circa 11 milioni di tonnellate di imballaggi;
  • gli imballaggi nell’atto di produzione e smaltimento consumano grandi quantità di materie prime: ad esempio per produrre 1 kg di plastica ad esempio si consumano 4 litri di petrolio e 400 litri di acqua; per produrre 1 kg di carta vergine si consumano 3 kg di risorse vegetali, 9 kg di collanti e resine, 268 litri di acqua e energia equivalente a 0,7 litri di petrolio;
  • sulla base delle analisi merceologiche condotte dalla Regione Emilia-Romagna nel 2014 in media l’8% del rifiuto urbano indifferenziato è rappresentato da pannolini e altri ausili assorbenti usa e getta;

Tenuto conto che

  • nella Regione Emilia Romagna la plastica viene differenziata solo al 40% e nemmeno la metà (47%) di quella differenziata viene riciclata, quindi complessivamente solo il 19% della plastica buttata viene riciclata (dati Arpae, Atersir, Conai);
  • il restante 81% viene avviato a incenerimento o a smaltimento in discarica con notevoli ripercussioni ambientali e sulla qualità dell’aria che respiriamo;
  • lo stesso riciclo impegna risorse energetiche e non tutti i materiali possono riciclarsi infinite volte;
  • lo smaltimento dei rifiuti impegna ingenti risorse economiche che vengono sottratte a tutta la comunità.

Riconosciuto che

  • la prevenzione dei rifiuti, come bere acqua di rubinetto, portarsi il contenitore e la sporta da casa, comprare alla spina, usare pannolini lavabili, fare vuoto a rendere, sono semplici azioni virtuose che vanno sostenute, promosse e incentivate da ogni amministrazione. All’estero (Olanda, Germania…) si praticano già da decenni. Anche in Italia molti Comuni Virtuosi sostengono progetti di questo tipo, seguendo la strategia Rifiuti Zero;
  • la Legge Regionale 16/2015 impegna tutti i comuni a raggiungere almeno il 73% di RD nel 2020, e il 20-25% di riduzione a monte dei rifiuti urbani e una produzione pro-capite massima di 150 kg di rifiuti non inviati a riciclaggio;
  • la medesima Legge Regionale 16/2015 prevede un fondo di incentivazione alla trasformazione del servizio e alla riduzione dei rifiuti con una linea specifica di finanziamento ai progetti comunali di riduzione della produzione di rifiuti;
  • a Faenza, secondo il Piano d’ambito per la gestione dei rifiuti urbani, si è finalmente scelto di puntare sul porta a porta misto che, dopo la fase di avvio, troverà ulteriori miglioramenti a partire dalla tariffazione puntuale;
  • anche il collegato ambientale art.219 bis approvato in Parlamento nel dicembre 2015 e in attesa di decreto attuativo, prevede incentivi alla sperimentazione del vuoto a rendere con cauzione per birra e acqua minerale.

Visto che nel nostro territorio negli ultimi anni:

  • i gestori hanno chiuso tutti i distributori di latte crudo alla spina che erano presenti in città;
  • i piccoli produttori di miele, latte, conserve o succhi che facevano vuoto a rendere non praticano più questa azione e sono tornati all’usa e getta. I produttori lamentano che non c’è chiarezza sulle regole igienico sanitarie e sulle procedure Haccp da seguire. Il problema è anche economico: i piccoli produttori non possono permettersi grandi e costose autoclavi e non sanno se ci sono mezzi alternativi;
  • nei mercati del contadino e in alcuni negozi si continuano a distribuire shopper in plastica non trasparente in violazione della Legge 116/2014;
  • nonostante l’eccellente qualità dell’acqua faentina, in molte mense lavorative, aziendali e commerciali si utilizza acqua in bottigliette da 1/2 litro; in tutte le scuole faentine ci sono distributori di bottigliette di acqua e bibite zuccherate, totalmente in contrapposizione con l’educazione ambientale e alla salute che si vuole dare ai bambini e ai ragazzi;
  • la maggior parte dei bar e dei ristoranti non somministra acqua di rubinetto e utilizza bustine monodose di zucchero. L’Unione dei consumatori ha calcolato uno spreco annuale (in Italia) di 7000 tonnellate di zucchero buttato oltre alla carta;
  • la carta nella pubblica amministrazione e nelle scuole è il più delle volte vergine e non riciclata e non proveniente da foreste gestite in maniera responsabile.

Si chiede al Comune di Faenza di:

  • creare un tavolo di confronto permanente sui temi della gestione consapevole dei rifiuti che coinvolga l’Amministrazione comunale, le associazioni ambientaliste, le associazioni di categoria, l’Ausl, le autorità competenti, i rappresentanti di mercati diretti, piccoli produttori e commercianti;
    promuovere, sostenere e se possibile incentivare tutti quei produttori e quelle attività che fanno vuoto a rendere con cauzione, che vendono prodotti sfusi, alla spina o senza imballaggi;

  • chiarire, con tutti gli stakeholder interessati, quali sono le procedure e le norme igienico sanitarie da seguire per fare il vuoto a rendere del vetro, per i vari alimenti (birra, latte, marmellata, miele…) e quali macchinari sono adatti a sterilizzare i vuoti. Il tutto calato nella realtà della piccola distribuzione locale, che non può permettersi grandi e costosi macchinari;
    coinvolgere rappresentanti della GDO (grande distribuzione) per promuovere progetti di riduzione degli imballaggi, anche nei supermercati;

  • sensibilizzare con campagne informative i cittadini a portarsi le sporte da casa, anche quelle necessarie all’ortofrutta, evitando così lo spreco di nuovi shopper in nylon usa e getta. I mercati diretti e i supermercati potrebbero far pagare 0,20 cent gli shopper per l’ortofrutta, incentivando così i clienti a portarsi da casa tutte le sportine necessarie, secondo il progetto Porta la Sporta http://www.portalasporta.it;
    sensibilizzare i cittadini a portarsi il contenitore (pulito e richiudibile) da casa, laddove si vendono prodotti sfusi da bancone come in macelleria, in gastronomia, in pescheria, in gelateria, ecc;

  • controllare maggiormente i mercati diretti ortofrutticoli e i negozi affinché non vengano più distribuiti shopper in plastica non trasparente vietati dalla Legge 116/2014;
  • sensibilizzare i bar, gli alberghi, i Bed & breakfast e altri punti di consumo a sostituire le bustine monodose di zucchero, miele e marmellata, con dosatori. (Sono infatti vietate unicamente le zuccheriere apribili, mentre i dosatori si possono usare, come chiarito nella risoluzione del Ministero delle Attività Produttive n. 769422 del 28 maggio 2004);
  • promuovere, sostenere e, se possibile, incentivare le attività (bar, mense, ristoranti, ecc.) che utilizzano e propongono acqua dal rubinetto (o tramite impianti di microfiltraggio) ai propri clienti;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare le scuole che decidono di non rinnovare gli appalti per le macchinette distributrici di acqua e bibite in bottiglia, invitando tutti a bere acqua dal rubinetto e portarsi borracce da casa. Sostenere le scuole che vogliono dotarsi di erogatore e/o impianti di microfiltraggio di acqua potabile;
  • sensibilizzare i cittadini e i negozianti affinché sappiano che ci si può portare il contenitore da casa laddove si vendono prodotti sfusi da bancone come in macelleria, gastronomia, pescheria, gelateria, ecc;
  • patrocinare l’iniziativa Disimballiamoci ideata dalle associazioni scriventi, divulgarla e promuoverla anche tramite le associazioni di categoria;
  • valutare lo stato degli acquisti diretti dell’Amministrazione Comunale, secondo la procedura GPP (Green Public Procurement), per migliorare il mix di prodotti riciclati e con minor impatto ambientale;
  • effettuare e pubblicizzare la raccolta differenziata in tutti i luoghi pubblici;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare gli organizzatori delle feste (sagre, feste scolastiche, ecc) affinché si dotino di bicchieri e stoviglie lavabili e riutilizzabili o, se questo non è possibile, biodegradabili, redigendo un apposito vademecum scaricabile dal sito del Comune;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare l’acquisto di pannolini lavabili, ad esempio con buoni sconto spendibili in tutti i negozi del territorio comunale che trattano tali merceologie; favorire l’uso dei pannolini lavabili anche nei nidi comunali coinvolgendo le mamme volontarie del Gaaf (Gruppo Allattando A Faenza) che gestiscono la “pannolinoteca” comunale;
  • sensibilizzare la cittadinanza nei confronti della produzione dei rifiuti dovuti agli assorbenti igienici; informare donne in età fertile delle alternative quali coppette mestruali e assorbenti igienici lavabili; promuovere il loro utilizzo;
  • prendere spunto dalle idee di realtà che da anni stanno già lavorando con ottimi risultati su questi temi anche confrontandosi direttamente con essi e coinvolgendoli in prima persona;
  • promuovere, tramite tutti i mezzi a disposizione dell’amministrazione, anche con la collaborazione di associazioni presenti sul territorio, una dettagliata formazione dei cittadini (anche nelle scuole) sensibilizzando ai benefici etici, culturali, ambientali e sanitari insiti nella riduzione dei rifiuti e della loro gestione quotidiana.

Il presente Ordine del Giorno impegna l’Amministrazione Comunale a predisporre progressivamente i necessari e opportuni atti deliberativi per il raggiungimento di questi obiettivi.

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