Nuova legge regionale sui rifiuti

Richieste del tavolo delle Associazioni per l’iniziativa del 23 febbraio 2016 a Faenza

Nuova legge regionale sui rifiuti: Cosa cambia per me cittadinoSulla base delle decisioni prese a novembre, il consiglio di Bacino di Ravenna ATERSIR si appresta a predisporre un bando di gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana che interessa spazzamento e raccolta, presumibilmente della durata di 15 anni.

Il tavolo delle associazioni prende atto della decisione, anche se avrebbe preferito che questa parte del servizio fosse gestita in house attraverso una società totalmente pubblica, fatto che avrebbe potuto dare alla gestione dei rifiuti la necessaria elasticità che richiede un servizio in continuo cambiamento.

Si fa notare che l’Autorità antitrust in una recentissima pubblicazione ha indicato chiaramente che per la gestione dei rifiuti occorrono tre caratteristiche:

  • netta separazione fra la fase di raccolta e la fase di trattamento, sia perché in contrasto di interessi fra loro, sia perché alla base di queste due fasi vi sono strumenti con archi temporali molto diversi di ammortamento;

  • gare di appalto della fase di raccolta di 5 anni sia perché la strumentazione utilizzata ha questi tempi di ammortamento sia per poter accompagnare l’evoluzione del sistema senza rigidità

  • bacini di servizio non superiori fra i 30.000 abitanti e i 100.000 abitanti, bacini oltre cui non vi sono economie di scala, ma semmai si registrano diseconomie funzionali.

La scelta del bacino è ricaduta su un sistema di raccolta indicato come misto, ma sostanzialmente porta a porta, anche se in forma parziale dato che con questa modalità verrebbero raccolti indifferenziato e umido, e in parte del territorio anche la carta, lasciando alla raccolta stradale le altre frazioni maggiori.

Il tavolo esprime soddisfazione sul fatto che sia stata scartata la scelta della raccolta stradale con calotta, scelta che, sulla base dei dati statistici sui risultati dei comuni della regione, avrebbe portato ai risultati peggiori in termini di quantità e qualità, nonché al mancato raggiungimento degli obiettivi di legge.

Ritiene che la scelta fatta sia un primo passo nella giusta direzione, a patto che nel progetto vi siano tutti gli elementi che hanno permesso le migliori performances delle raccolte porta a porta e che nel bando di gara siano inseriti tutti gli elementi di flessibilità necessari per una rapida trasformazione del sistema senza rimanere ostaggi del vincitore di gara.

Per questo chiedono alle Amministrazioni di aprire un confronto, con un percorso partecipato che coinvolga: associazioni, comitati, categorie economiche e produttive, sindacati, associazioni dei consumatori, ecc. , prima della discussione nei Consigli Comunali e poi della definizione del bando, su:

  • il progetto che sta alla base della gara, avendo rilevato, ad una prima lettura, alcuni elementi contraddittori che rischiano di far deviare il piano dai giusti obiettivi;

  • il bando di gara per verificare e proporre quegli elementi di flessibilità che possano permettere la necessaria evoluzione della gestione in un arco di tempo così lungo come prevede il bando, agevolando quindi l’avvio e l’estensione di sperimentazioni e buone pratiche che già sono praticate e proposte da gruppi di cittadini.

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