Rischio idraulico del Senio, Santerno e Lamone

Il 20 settembre scorso, i nostri fiumi hanno superato ampiamente i livelli di piena rispetto ai quali sono stati fatti i piani di sicurezza idraulica. Eventi che si pensava si presentassero mediamente ogni duecento anni e che ora si presentano invece ogni pochi anni.

Questo è quanto emerge con chiarezza dallo studio dell’ARPA che analizza dati delle pioggie e delle piene del 20 settembre scorso:
http//www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/meteo/radar/rapporti/rapporto_meteo_20140920.pdf

Questo significa che è urgente rifare gli studi e rivedere i piani della regione per la sicurezza idraulica dei nostri fiumi del nostro territorio.
Purtroppo, nell’attesa che siano ri-assegnate le responsabilità dalle autorità di bacino ai bacini idrografici che sono entità in corso di definizione, la situazione è ferma. E perdiamo tempo prezioso per preparare nuovi piani contro il rischio idraulico

Occorre anche sottolineare come manchi un coordinamento sull’intera asta del fiume, e le attività intraprese dai comuni rischiano di essere vanificate in mancanza di un coordinamento tra comuni.

Dalla relazione dell’ARPA si vede anche come ad esempio sul Santerno manchino centraline di misura in grado di dare l’allarme per tempo in caso di piena.

Come Comitato, stiamo lavorando con altre associazioni a una proposta per un Contratto di Fiume per Senio, Santerno, Lamone. Ne scriveremo a breve.

20 settembre, il Senio rompe gli argini – foto Argnani

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