Una compagnia australiana cerca metano a Castel Bolognese

Una compagnia australiana, la Po Valley ha recentemente ottenuto (3 dicembre 2012, ma la pubblicazione sul sito web è solo di questa settimana) la concessione per cercare metano su un territorio di 90 kmq nei comuni di Imola (63kmq), Dozza, Mordano, Castel Bolognese (15kmq), Riolo Terme, Faenza.  Il progetto prevede una possibile nuova acquisizione di dati geologici attraverso una campagna di rilevamento sismico e lo scavo di due pozzi esplorativi fino a 4500 m di profondità.

La zona interessata, concessione “Tozzona”, è centrata sul centro storico di Imola e si estende alla zona industriale, urbana e agricola di Castel Bolognese (a Sud della Via Emilia e a Ovest di Castello).
Qui il link alla mappa della concessione.

Mappa della concessione Tozzona Mappa della concessione Tozzona

Si tratta di una zona densamente abitata, che beve l’acqua dei pozzi locali e che ha già un forte inquinamento.
L’estrazione di metano è compatibile con questo territorio?
Anche mettendo in conto possibili incidenti e la distanza del pozzo dai centri abitati?
Un pozzo per metano inquina l’aria. Lo scavo di pozzi, anche solo esplorativi, interferisce con le falde idriche e può danneggiarle in maniera irreversibile.
Allora, se un domani non fosse possibile estrarre il metano, che senso ha autorizzare una compagnia australiana a cercarlo?
Il nostro territorio è stato ampiamente setacciato dall’ENI alla ricerca di idrocarburi. L’area è nelle vicinanze della concessione “Santerno”, attualmente detenuta da ENI (circa 900 milioni di metri cubi di gas metano prodotti fino ad oggi). Se ora l’ENI lascia entrare gli stranieri è perchè di metano rimangono piccoli giacimenti e difficilmente estraibili. Vale la pena lasciare prendere a compagnie private anche quel poco di metano mettendo a rischio le nostre falde? Per due soldi, 5 euro a kmq, di concessione?

Per acquisire dati sulla struttura profonda del sottosuolo, è previsto di provocare delle onde nel terreno e misurarne la propagazione usando:

  • esplosivo: si scoppiano cariche dell’ordine di kg 0,5-3 di carica detonante, collocate a profondità di 10-15 metri dal piano campagna;
  • vibrazioni: pistoni idraulici montati su veicoli percuotono il terreno in prossimità di strade
  • masse battenti: si percuote il terreno con masse di 3 tonnellate l’una in caduta libera da 3 m di altezza

L’autorizzazione (DGR 1827 del 3/12/2012) è stata concessa dalla regione Emilia Romagna, dopo essersi confrontata con i comuni. (non risulta sia stata convocata la conferenza dei servizi). Nell’autorizzazione si fa notare come queste indagini possano provocare danni irreversibili; e si afferma che è possibile escluderle qualora i piani urbanistici le escludano espressamente. L’uso di esplosivi può danneggiare le infrastrutture e le abitazioni. Lo scavo di pozzi può danneggiare ed inquinare le falde.

Da mesi parliamo con gli amministratori locali di temi ambientali, e chiedendo che i cittadini partecipino alle scelte ambientali, ma di tutto questo nulla ci è stato detto. Noi abbiamo dovuto scoprirlo da soli, andando pazientemente a setacciare la documentazione sul sito della Regione. E’ questa la partecipazione dei cittadini? Le amministrazioni si trovano in difficoltà a potare un viale di tigli. Sono capaci di controllare come le compagnie di idrocarburi tutelano le nostre falde idriche mentre scavano i pozzi? E’ stato fatto notare come non esistano protocolli che regolamentino lo scavo dei pozzi. In assenza di linee guida, come molti geologi pensiamo sia doveroso fermare gli scavi e la ricerca del metano.

Chiediamo all’amministrazione di dotarsi di strumenti urbanistici tali da escludere la possibilità di realizzare opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo, come quelle proposte nel programma lavori.

Nel nostro comune esiste una seconda concessione per la ricerca di metano. Nel marzo 2011 la regione autorizzò la compagnia Gas Plus Italiana a cercare metano nei Comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Faenza, Forlì, Riolo Terme. (DGR 319 del 14 marzo 2011, permesso Faenza). Il territorio di Castel Bolognese era interessato solo marginalmente, ma dispiace vedere che alla seduta della conferenza dei servizi il comune non si presentò.

Documentazione:
Le analisi di impatto ambientale sono accessibili alla Banca Dati regionale , selezionando come titolo “idrocarburi”.

Le concessioni sono pubblicate sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico

In particolare qui sono i documenti delle Valutazioni di Impatto Ambientale delle:

Concessione Tozzona

Concessione Faenza

Articoli recenti
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/02/trivellazioni-strada-incerta-e-pericolosa-meglio-prevenzione-e-risparmio/ (Luciano Baruzzi)

I pozzi scavati a terra in Emilia Romagna sono 1700, una larga frazione dei 5400 in tutt’Italia. Altri 1700 pozzi sono scavati nei mari italiani.

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