Se lo dice l’Accademia Tedesca delle Scienze

L’Accademia Tedesca delle Scienze ha recentemente pubblicato uno studio in cui afferma che “l’uso del biogas come fonte di energia e’ sostenibile solo in condizioni eccezionali”. Se lo dice chi fornisce le raccomandazioni al governo tedesco …

La relazione dell’Accademia Tedesca delle Scienze e’ al sito
dell’accademia.

La relazione dell’accademia e’ molto critica sulla produzione di energia da colture dedicate. Per la produzione di biogas da solo mais in Germania si afferma:
– che la CO2 emessa in tutto il ciclo e’ maggiore di quella prodotta bruciando metano, quindi questa produzione e’ giustificata solo se accoppiata a scarti agricoli o da allevamenti;
– per la produzione di energia elettrica da biogas il basso guadagno di energia rispetto all’energia necessaria per produrre biogas rende difficile giustificare quasta produzione, dati i rischi ambientali. In prima approssimazione, in Romagna il bilancio energetico potrebbe essere peggiore rispetto al caso tedesco, perchè nelle pubblicazioni citate pare non si consideri l’irrigazione del mais e il trasporto sia limitato a 5 km dalla centrale.

L’articolo citato dall’Accademia e’:
Impact of uncertainties on greenhouse gas mitigation potential of biogas production from agricultural resources
Renewable Energy 37, 2012, Pages 277-284
Andreas Meyer-Aurich, Alexander Schattauer, Hans Jürgen Hellebrand, Hilde Klauss, Matthias Plöchl, Werner Berg
http://www.sciencedirect.com/science/journal/09601481/37
Questo studio non calcola l’energia necessaria per irrigare il mais, che ulteriormente riduce la convenienza del biogas.

Riportiamo qui l’articolo apparso sul portale di qualenergia.it
http://qualenergia.it/articoli/20120805-vale-la-pena-scommettere-sulle-energia-da-biomasse

Le biomasse, in generale, e i biocarburanti di prima generazione, più in particolare, non sono il modo migliore per ridurre le emissioni di gas serra. L’accusa ai limiti dei biofuel non è una novità, ma il nuovo report pubblicato dall’Accademia nazionale delle scienze tedesche Leopoldina è interessante perché tenta una valutazione a 360 gradi della sostenibilità delle varie forme di bioenergia. Le principali controindicazioni sono note: per alcune colture e filiere il bilancio in termini di gas serra può essere controproducente e spesso rubano spazio alle colture alimentari con la conseguenza di far salire il prezzo dei cereali e di causare deforestazione.
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Indirizzi regionali per le emissioni atmosferiche delle centrali

La regione ER, con la delibera regionale 51 del 26 luglio 2011, vieta la costruzione di centrali con potenza superiore a 250 kW per la produzione di energia da biomasse, nei comuni considerati critici per l’inquinamento ambientale, a meno di impatto zero. Castel Bolognese, Faenza, Ravenna sono comuni critici.

I criteri per calcolare le emissioni degli impianti di produzione di energia elettrica da biomasse sono stati definiti nella delibera 362 del 26 marzo 2012.

Le competenze della Regione in materia di inquinamento atmosferico prevedono il raccordo con la normativa di settore europea e nazionale; la definizione di linee di indirizzo per la valutazione e la gestione della qualità dell’aria; la definizione dei criteri ed indirizzi agli Enti Locali per l’autorizzazione degli impianti con emissioni in atmosfera e per l’organizzazione degli inventari provinciali delle emissioni, il coordinamento ed il raccordo con il Sistema Informativo Nazionale Ambientale (SINA).

L’ufficio per il Servizio Risanamento Atmosferico, Acustico, Elettromagnetico della regione ER ribadisce oggi che la Provincia e’ l’autorita’ competente alle autorizzazioni delle emissioni in atmosfera. E chiarisce che  il biogas e’ esente dal computo.

Come se le centrali che bruciano biogas per produrre energia elettrica non bruciassero una biomassa. Come se il traffico veicolare e le emissioni di una centrale di potenza di 1MW elettrico da biogas bruciato fossero inferiori alle emissione di una centrale di potenza 250 KW elettrici da biomassa bruciata direttamente. L’ufficio regionale non giustifica il perche’ di tale intepretazione.

Una stima di Gianni Tamino (pg 90) indica per le emissioni di un biodigestore da 1 MW: 3 tonnellate l’anno di NO2, 6 tonnelate l’anno di S02, 1 o 2 quintali l’anno di ammoniaca, con un traffico di 3,4 camion al giorno per trasportare la biomassa (avanti e indietro) e 1,2 camion per il biodigestato.

Ricordo che, secondo uno studio della regione Lombardia , le polveri sottili si formano anche da aggregazione in aria di molecole di ammoniaca e ossido di azoto, che sono componenti del biogas.
Ricordo che i filtri per le polveri sottili possono essere controindicati poiche’ impediscono la formazione di macromolecole, crescendo cosi’ la quantita’ di polveri sottili in aria.