Cimici sui tigli a Castello

Sui tigli di Via Firenza, a Castel Bolognese, sono state segnalate delle cimici. Gli esperti sono usualmente cortesissimi e se interpellati rispondono: qui sotto le foto e la risposta:

Non è descritto come molesto; il fatto è che assomiglia maledettamente alla cimice dell’olmo e questa si che provoca non pochi problemi vista la sua brutta abitudine di invadere le case.
Non vanno fatti trattamenti proprio perché l’insetto non viene considerato molesto, cioè è innocuo per uomo e tiglio. Possono essere cibo per alcuni passeriformi.
Probabilmente non distanti dai tigli c’erano prati, fossi o altro verde con piante Malvacee.

Roberto Fabbri

 

Annunci

Petizione per la Torre e i resti archeologici nella piazza a Castel Bolognese

Sollecitata da molti cittadini è stata organizzata una raccolta firme per chiedere al Comune di mantenere in modo permanente la vista delle fondamenta della torre civica e delle strutture annesse. La raccolta parte da giovedì 28 luglio 2016.
La petizione è totalmente apartitica e vuol solo permettere ai cittadini di esprimere il proprio attaccamento alla storia del proprio paese anche con un atto concreto in modo da supportare l’Amministrazione comunale in una decisione non facile.
Questa pagina facebook sostiene pienamente la raccolta delle firme pubblicizzandola sulla rete. Sono stati trovati al momento due punti di raccolta (ma si spera in ulteriori adesioni) grazie alla disponibilità di Agostino Rossi e Pina Dalpozzo.

E’ possibile firmare la petizione presso:

1) l’Edicola Sole Luna di Agostino Rossi in via Contoli 29
2) il negozio Il Mondo in casa di Pina Dalpozzo in via Emilia interna 17

Chi se la sentisse può volontariamente assumersi il ruolo di raccoglitore di firme scaricando la petizione in formato pdf (al link
Petizione per Piazza Bernardi a Castel Bolognese) e poi consegnando i moduli compilati ad Agostino o Pina.
Può darne informazione con un messaggio su questa pagina.
Il file va stampato fronte retro oppure basta fare più copie della sola prima pagina.

Una volta terminata la raccolta la petizione sarà consegnata in Comune da Alessia Bruni, Cristina Scardovi e Andrea Soglia

Vi preghiamo di condividere l’informazione sulle vostre bacheche, di passare parola coi mezzi più tradizionali e soprattutto di trovare un attimo per andare a firmare. Grazie

Progetto per favorire la riduzione dei rifiuti, il vuoto a rendere e l’economia circolare nel territorio comunale

Ordine del giorno approvato dal Comune di Faenza, 30 maggio 2016

Progetto per favorire la riduzione dei rifiuti, il vuoto a rendere e l’economia circolare nel territorio comunale

Il presente documento è stato redatto su iniziativa delle associazioni CIF Comitato contro gli Inceneritori Faenza; Comitato Acqua Bene Comune Faenza e comprensorio; Comitato ambiente e paesaggio di Castel Bolognese; Comitato Brisighella Bene Comune; Comitato Debito pubblico: decido anch’io; Circolo Legambiente Lamone di Faenza; Ecoistituto Ecologia scienza e società Faenza; Fuori dal Coro; Gruppo Famiglie Rifiuti Zero, Gruppo Acquisto Solidale di Faenza; Gruppo Allattando a Faenza; Referente Rete rifiuti zero Emilia Romagna; Sì rinnovabili No nucleare e viene sottoposto al Consiglio Comunale di Faenza su proposta della Conferenza dei Capigruppo e della Commissione III “Ambiente ed Assetto del Territorio”.
Considerato che

  • In base all’ultimo Report sulla gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna nel 2014 a Faenza sono stati prodotti in media 724 kg di rifiuti pro-capite all’anno, di cui 344 kg di rifiuti indifferenziati;
  • nella spesa quotidiana c’è uno spreco eccessivo di materiali da imballaggio, si calcola che ogni anno in Italia vengano prodotti circa 11 milioni di tonnellate di imballaggi;
  • gli imballaggi nell’atto di produzione e smaltimento consumano grandi quantità di materie prime: ad esempio per produrre 1 kg di plastica ad esempio si consumano 4 litri di petrolio e 400 litri di acqua; per produrre 1 kg di carta vergine si consumano 3 kg di risorse vegetali, 9 kg di collanti e resine, 268 litri di acqua e energia equivalente a 0,7 litri di petrolio;
  • sulla base delle analisi merceologiche condotte dalla Regione Emilia-Romagna nel 2014 in media l’8% del rifiuto urbano indifferenziato è rappresentato da pannolini e altri ausili assorbenti usa e getta;

Tenuto conto che

  • nella Regione Emilia Romagna la plastica viene differenziata solo al 40% e nemmeno la metà (47%) di quella differenziata viene riciclata, quindi complessivamente solo il 19% della plastica buttata viene riciclata (dati Arpae, Atersir, Conai);
  • il restante 81% viene avviato a incenerimento o a smaltimento in discarica con notevoli ripercussioni ambientali e sulla qualità dell’aria che respiriamo;
  • lo stesso riciclo impegna risorse energetiche e non tutti i materiali possono riciclarsi infinite volte;
  • lo smaltimento dei rifiuti impegna ingenti risorse economiche che vengono sottratte a tutta la comunità.

Riconosciuto che

  • la prevenzione dei rifiuti, come bere acqua di rubinetto, portarsi il contenitore e la sporta da casa, comprare alla spina, usare pannolini lavabili, fare vuoto a rendere, sono semplici azioni virtuose che vanno sostenute, promosse e incentivate da ogni amministrazione. All’estero (Olanda, Germania…) si praticano già da decenni. Anche in Italia molti Comuni Virtuosi sostengono progetti di questo tipo, seguendo la strategia Rifiuti Zero;
  • la Legge Regionale 16/2015 impegna tutti i comuni a raggiungere almeno il 73% di RD nel 2020, e il 20-25% di riduzione a monte dei rifiuti urbani e una produzione pro-capite massima di 150 kg di rifiuti non inviati a riciclaggio;
  • la medesima Legge Regionale 16/2015 prevede un fondo di incentivazione alla trasformazione del servizio e alla riduzione dei rifiuti con una linea specifica di finanziamento ai progetti comunali di riduzione della produzione di rifiuti;
  • a Faenza, secondo il Piano d’ambito per la gestione dei rifiuti urbani, si è finalmente scelto di puntare sul porta a porta misto che, dopo la fase di avvio, troverà ulteriori miglioramenti a partire dalla tariffazione puntuale;
  • anche il collegato ambientale art.219 bis approvato in Parlamento nel dicembre 2015 e in attesa di decreto attuativo, prevede incentivi alla sperimentazione del vuoto a rendere con cauzione per birra e acqua minerale.

Visto che nel nostro territorio negli ultimi anni:

  • i gestori hanno chiuso tutti i distributori di latte crudo alla spina che erano presenti in città;
  • i piccoli produttori di miele, latte, conserve o succhi che facevano vuoto a rendere non praticano più questa azione e sono tornati all’usa e getta. I produttori lamentano che non c’è chiarezza sulle regole igienico sanitarie e sulle procedure Haccp da seguire. Il problema è anche economico: i piccoli produttori non possono permettersi grandi e costose autoclavi e non sanno se ci sono mezzi alternativi;
  • nei mercati del contadino e in alcuni negozi si continuano a distribuire shopper in plastica non trasparente in violazione della Legge 116/2014;
  • nonostante l’eccellente qualità dell’acqua faentina, in molte mense lavorative, aziendali e commerciali si utilizza acqua in bottigliette da 1/2 litro; in tutte le scuole faentine ci sono distributori di bottigliette di acqua e bibite zuccherate, totalmente in contrapposizione con l’educazione ambientale e alla salute che si vuole dare ai bambini e ai ragazzi;
  • la maggior parte dei bar e dei ristoranti non somministra acqua di rubinetto e utilizza bustine monodose di zucchero. L’Unione dei consumatori ha calcolato uno spreco annuale (in Italia) di 7000 tonnellate di zucchero buttato oltre alla carta;
  • la carta nella pubblica amministrazione e nelle scuole è il più delle volte vergine e non riciclata e non proveniente da foreste gestite in maniera responsabile.

Si chiede al Comune di Faenza di:

  • creare un tavolo di confronto permanente sui temi della gestione consapevole dei rifiuti che coinvolga l’Amministrazione comunale, le associazioni ambientaliste, le associazioni di categoria, l’Ausl, le autorità competenti, i rappresentanti di mercati diretti, piccoli produttori e commercianti;
    promuovere, sostenere e se possibile incentivare tutti quei produttori e quelle attività che fanno vuoto a rendere con cauzione, che vendono prodotti sfusi, alla spina o senza imballaggi;

  • chiarire, con tutti gli stakeholder interessati, quali sono le procedure e le norme igienico sanitarie da seguire per fare il vuoto a rendere del vetro, per i vari alimenti (birra, latte, marmellata, miele…) e quali macchinari sono adatti a sterilizzare i vuoti. Il tutto calato nella realtà della piccola distribuzione locale, che non può permettersi grandi e costosi macchinari;
    coinvolgere rappresentanti della GDO (grande distribuzione) per promuovere progetti di riduzione degli imballaggi, anche nei supermercati;

  • sensibilizzare con campagne informative i cittadini a portarsi le sporte da casa, anche quelle necessarie all’ortofrutta, evitando così lo spreco di nuovi shopper in nylon usa e getta. I mercati diretti e i supermercati potrebbero far pagare 0,20 cent gli shopper per l’ortofrutta, incentivando così i clienti a portarsi da casa tutte le sportine necessarie, secondo il progetto Porta la Sporta http://www.portalasporta.it;
    sensibilizzare i cittadini a portarsi il contenitore (pulito e richiudibile) da casa, laddove si vendono prodotti sfusi da bancone come in macelleria, in gastronomia, in pescheria, in gelateria, ecc;

  • controllare maggiormente i mercati diretti ortofrutticoli e i negozi affinché non vengano più distribuiti shopper in plastica non trasparente vietati dalla Legge 116/2014;
  • sensibilizzare i bar, gli alberghi, i Bed & breakfast e altri punti di consumo a sostituire le bustine monodose di zucchero, miele e marmellata, con dosatori. (Sono infatti vietate unicamente le zuccheriere apribili, mentre i dosatori si possono usare, come chiarito nella risoluzione del Ministero delle Attività Produttive n. 769422 del 28 maggio 2004);
  • promuovere, sostenere e, se possibile, incentivare le attività (bar, mense, ristoranti, ecc.) che utilizzano e propongono acqua dal rubinetto (o tramite impianti di microfiltraggio) ai propri clienti;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare le scuole che decidono di non rinnovare gli appalti per le macchinette distributrici di acqua e bibite in bottiglia, invitando tutti a bere acqua dal rubinetto e portarsi borracce da casa. Sostenere le scuole che vogliono dotarsi di erogatore e/o impianti di microfiltraggio di acqua potabile;
  • sensibilizzare i cittadini e i negozianti affinché sappiano che ci si può portare il contenitore da casa laddove si vendono prodotti sfusi da bancone come in macelleria, gastronomia, pescheria, gelateria, ecc;
  • patrocinare l’iniziativa Disimballiamoci ideata dalle associazioni scriventi, divulgarla e promuoverla anche tramite le associazioni di categoria;
  • valutare lo stato degli acquisti diretti dell’Amministrazione Comunale, secondo la procedura GPP (Green Public Procurement), per migliorare il mix di prodotti riciclati e con minor impatto ambientale;
  • effettuare e pubblicizzare la raccolta differenziata in tutti i luoghi pubblici;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare gli organizzatori delle feste (sagre, feste scolastiche, ecc) affinché si dotino di bicchieri e stoviglie lavabili e riutilizzabili o, se questo non è possibile, biodegradabili, redigendo un apposito vademecum scaricabile dal sito del Comune;
  • promuovere, sostenere e se possibile incentivare l’acquisto di pannolini lavabili, ad esempio con buoni sconto spendibili in tutti i negozi del territorio comunale che trattano tali merceologie; favorire l’uso dei pannolini lavabili anche nei nidi comunali coinvolgendo le mamme volontarie del Gaaf (Gruppo Allattando A Faenza) che gestiscono la “pannolinoteca” comunale;
  • sensibilizzare la cittadinanza nei confronti della produzione dei rifiuti dovuti agli assorbenti igienici; informare donne in età fertile delle alternative quali coppette mestruali e assorbenti igienici lavabili; promuovere il loro utilizzo;
  • prendere spunto dalle idee di realtà che da anni stanno già lavorando con ottimi risultati su questi temi anche confrontandosi direttamente con essi e coinvolgendoli in prima persona;
  • promuovere, tramite tutti i mezzi a disposizione dell’amministrazione, anche con la collaborazione di associazioni presenti sul territorio, una dettagliata formazione dei cittadini (anche nelle scuole) sensibilizzando ai benefici etici, culturali, ambientali e sanitari insiti nella riduzione dei rifiuti e della loro gestione quotidiana.

Il presente Ordine del Giorno impegna l’Amministrazione Comunale a predisporre progressivamente i necessari e opportuni atti deliberativi per il raggiungimento di questi obiettivi.

Morire da Pino

2014PinoSolo qualche anno fa a Pino era dedicata una piccola aiuola. Poi nell’aiuola “verde” (si fa per dire) hanno pensato bene di mettere una casetta di distribuzione dell’acqua (cosa non si fa per la natura) e gli attacchi elettrici per il mercato. Risultato: Pino è di troppo. Così è ucciso Pino, nel fiore degli anni. Rimpiangeremo la sua ombra. Il valore di un Pino a Castello è meno del costo che serve per abbatterlo.

Castello era piena di viali alberati. Sono stati fortemente ridotti quelli di viale Roma (il giro delle fossa), Viale Giovanni XXIII, che non crescono perché sono stati volutamente piantati all’interno di “vasi” di cemento, i cipressi di Viale Marconi, Viale Trieste, e altri viali.

Qui sotto il comunicato dei “responsabili”:

COMUNICATO SUL SITO DEL COMUNE DEL 23.03.2016
OGGETTO: Abbattimento albero in piazzale Roma
Si informa la cittadinanza che a causa dei danni provocati dall’apparato radicale agli impianti tecnologici sotterranei e ai manufatti esistenti nell’aiuola di Piazzale Roma, sarà necessario abbattere il pino marittimo presente sul lato nord.

Proiezione film Trashed – venerdì 1 aprile 2016

VOLANTINO_A5Venerdì 1 aprile alle ore 21 al Cinema TEATRO MODERNO di CASTEL BOLOGNESE è in programmazione il film “Trashed – verso rifiuti zero”, un film-documentario su quanto è bene sapere su discariche e inceneritori.
All’ingresso della proiezione sarà chiesto un contributo di € 2 per le spese organizzative e la campagna di sensibilizzazione.
La proiezione è organizzata da PANDA IMOLA e WWF Ravenna in collaborazione con Comitato Ambiente e Paesaggio a Castel Bolognese, Comitato Discarica “Vediamocichiaro” e Legambiente Lamone.

Invitiamo i cittadini a cogliere questa occasione per informarsi su questo argomento, rilevante e non sempre trattato con trasparenza sotto tutti gli aspetti.
A fine serata ci sarà l’occasione di parlare del progetto di ampliamento della discarica di Imola, degli inceneritori di Faenza, della recente legge regionale sui rifiuti e del piano regionale dei rifiuti.

Prato della Filippina e area Rocca in piazzale Roma

Oggi, alle 10:00, abbiamo inviato come Comitato Ambiente e Paesaggio la seguente mail
Al Sindaco di Castel Bolognese e alla giunta (cc servizi manutenzione e ambiente),

scriviamo per chiedere che sia lasciata un’area non asfaltata da mettere a prato attorno alla Rocca, per una superfice pari a quella che sarà coperta dalla pista ciclabile.

Il fine è valorizzare la Rocca e compensare la perdita di area verde dovuta alla costruzione della pista ciclabile.
Si tratta una proposta contenuta già nei Piani di recupero d’iniziativa comunale nel centro storico a cura dell’architetto Oreste Diversi degli anni ’90.

Ringraziamo per l’attenzione e rimaniamo in attesa di un vostro riscontro.
Cordialmente,

AB per il Comitato Ambiente e Paesaggio a Castel Bolognese

Alle ore 13:00 ci ha risposto l’Ing. Felice Calzolaio
salve signora, riscontro la sua nota per comunicarle che l’intervento proposto era previsto già in questa fase; tuttavia si è deciso di rinviarlo ad una valutazione più approfondita sia sull’aspetto architettonico (forme e dimensioni del tratto in questione) che dei materiali (ciottoli e/o altro), da sottoporre poi all’autorizzazione della soprintendenza.

nel contempo, durante questi lavori, sono stati predisposti dei cavidotti per la predisposizione futura di punti luce che metterebbero ancor più in risalto le mura cittadine.
ringraziandola per la consueta attenzione, colgo l’occasione per porgere un cordiale saluto.

felice calzolaio

Considerato il chiarimento del servizio tecnico, abbiamo riscritto alle 14:00 al sindaco e giunta:
Al Sindaco di Castel Bolognese e alla giunta (cc servizi manutenzione e ambiente)

scriviamo per commentare che la proposta illustrata dall’Ing. Calzolaio:
– non compensa per la perdita di area verde sottratta al prato
– non ha tempi definiti
– ha costi
– non è specificata e richiede ulteriori valutazioni
– richiede di fare ora una asfaltatura da disfare poi

e chiedendo nuovamente di considerare la nostra proposta:
– che compensa per la perdita di suolo a verde pubblico
– è fattibile ora
– senza costi
– è ben specificata, una corona di area non inferiore alla superficie persa dal prato
– non richiede autorizzazioni
– evita di fare e disfare

Cordialmente,
AB per il Comitato

Alle ore 19:00 abbiamo ricevuto la risposta del Sindaco
Innanzitutto mi preme sottolineare che a mio avviso la soluzione adottata non sottrae nulla ma accrescere in maniera significativa la sicurezza delle decine di cittadini che utilizzeranno il nuovo percorso ciclo pedonale per recarsi in luoghi di enorme interesse sociale, come scuole, parchi pubblici, cimitero, ecc. evitando dì dovere girare in mezzo alla strada come avviene attualmente. Ritengo che questo compensi abbondantemente il modestissimo utilizzo di prato per la realizzazione della struttura e spero che questo potrà essere meglio apprezzato al temine dei lavori, che hanno inevitabilmente comportato un impatto temporaneo sull’area interessata. Per quanto concerne la valorizzazione del Torrione confermo la totale condivisione, ma questo non può avvenire attraverso scelte improvvisate ma necessita di una progettazione autorizzata dalla sovrintendenza ai beni culturali.

Daniele Meluzzi

8348_541256822701070_1735779795430563949_n944091_541256832701069_2921091300355718164_n1917796_541256826034403_1616989108454870620_n12472370_541256949367724_7718857855145527890_n

il consumo di suolo a Castello 1945-2016

1945MappaAeraCastelBolognese

2016MappaAereaCastelBolognese

Nell’autunno del 1944 aerei di ricognizione inglese fotografarono l’abitato di Castel Bolognese. Castello contava allora 6mila abitanti. Oggi le foto aeree di google maps rendono conto di un paese di poco meno di 10mila abitanti. Eppure la superficie costruita, senza contare la zona industriale, è di almeno 6 volte quella del 1945.

Questo dovrebbe dare l’idea dell’enorme spreco nel consumo di suolo. E suggerire qualche dubbio sulla politica urbanistica di un paese in cui i servizi non sono di molto aumentati rispetto a quelli degli anni’70.

Il suolo è vivo, è il suolo che purifica l’acqua e l’aria. E’ un suolo vivo che ci permette di non essere sommersi dai rifiuti, che permette a tutta la vita di esprimersi. Merita un poco di rispetto.

Scheda – legge regionale sui rifiuti

Scheda sulla Legge Regionale sui rifiuti

La nuova legge regionale 16/2015 dell’Emilia Romagna “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale 19 agosto 1996 n. 31 (Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi)” introduce molte innovazioni, ed è un riferimento nel dibattito nazionale e di altre Regioni.

Il principio principale della legge, per passare da una economia lineare ad una circolare*, è quello della massima riduzione degli sprechi, ossia ridurre la produzione dei rifiuti e il riciclaggio di tutti quelli prodotti, che si traduce nel criterio principale di giudizio di efficienza nella gestione: ridurre al massimo i rifiuti non riciclati. A questo criterio corrisponde un obiettivo al 2020 di un massimo di rifiuti non riciclati ad abitante di 150 kg, rispetto ai 289 attuali. Altri obiettivi di legge sono la raccolta differenziata che deve passare dal 58,2% (Faenza è al 54,5%) al 73%, la riduzione della produzione per abitante/anno del 20-25% dai 673 del 2011; il riciclaggio dal 51% attuale al 70%.

La riduzione delle quantità di rifiuti da smaltire comporterà una minor necessità, e quindi la chiusura, di inceneritori e discariche, sulla base dell’autosufficienza regionale nello smaltimento dei rifiuti.

È previsto un premio economico automatico ai Comuni che producono meno rifiuti non riciclati per abitante, che può portare ad una riduzione della bolletta fin oltre il 10% per tutti gli utenti dei comuni più virtuosi.

Viene introdotta anche la tariffazione puntuale, ossia si pagherà in base ai rifiuti indifferenziati prodotti e consegnati e non in base ai metri quadri o al numero dei componenti della famiglia; ma lo stesso sistema interesserà anche le utenze non domestiche.

Viene indicata la raccolta porta a porta, quale sistema di raccolta che ha dimostrato di poter raggiungere e superare gli obiettivi previsti, è una raccolta in cui spariscono i cassonetti stradali e le diverse frazioni di rifiuto separate si raccolgono davanti a casa nei contenitori, messi a disposizione delle famiglie e delle utenze non domestiche.

Dove questo sistema è stato applicato, assieme alla tariffazione puntuale, la produzione di rifiuti è calata del 30%, la raccolta differenziata ha superato l’80% e il rifiuto non riciclato è sceso sotto i 100 kg per abitante.

Verranno favorite le azioni di riduzione dello spreco alimentare a partire dalla fase di produzione e commercializzazione dei prodotti, e viene incentivato il compostaggio domestico e di comunità. I materiali raccolti in maniera differenziata devono essere inviati a impianti che ne favoriscano la massima valorizzazione in termini economici e ambientali, in coerenza con il principio di prossimità privilegiando il recupero di materia a quello di energia.

Verranno creati i “Centri comunali per il riuso” dove portare beni che possono avere ancora una vita utile; possibilmente collegati con le attuali stazioni ecologiche dove i rifiuti ingombranti saranno sottoposti a selezione o cernita, a differenza di quanto avviene oggi.

I rifiuti che vanno a smaltimento saranno analizzati per capire se il loro smaltimento è dovuto ad un errore di consegna, perché sono stati messi tra i rifiuti indifferenziati invece che in quelli differenziati, oppure perché non sono riciclabili. In questo caso si andrà da chi li produce per fare in modo che cambi la produzione in modo tale che tutti i rifiuti diventino riciclabili.

Questi alcuni dei punti più significativi della nuova legge regionale.

Ora, questi principi dovranno essere applicati concretamente sui territori.

Scheda Il Piano regionale dei rifiuti – PRGR – (attualmente in Commissione e che dovrebbe essere approvato a marzo) e i Piani di bacino per la gestione dei rifiuti urbani (nel nostro caso provincia di Ravenna e Cesena) dovranno essere coerenti, per questo è necessario il confronto con gli Amministratori Locali su come intendono procedere.

Nuova legge regionale sui rifiuti

Richieste del tavolo delle Associazioni per l’iniziativa del 23 febbraio 2016 a Faenza

Nuova legge regionale sui rifiuti: Cosa cambia per me cittadinoSulla base delle decisioni prese a novembre, il consiglio di Bacino di Ravenna ATERSIR si appresta a predisporre un bando di gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana che interessa spazzamento e raccolta, presumibilmente della durata di 15 anni.

Il tavolo delle associazioni prende atto della decisione, anche se avrebbe preferito che questa parte del servizio fosse gestita in house attraverso una società totalmente pubblica, fatto che avrebbe potuto dare alla gestione dei rifiuti la necessaria elasticità che richiede un servizio in continuo cambiamento.

Si fa notare che l’Autorità antitrust in una recentissima pubblicazione ha indicato chiaramente che per la gestione dei rifiuti occorrono tre caratteristiche:

  • netta separazione fra la fase di raccolta e la fase di trattamento, sia perché in contrasto di interessi fra loro, sia perché alla base di queste due fasi vi sono strumenti con archi temporali molto diversi di ammortamento;

  • gare di appalto della fase di raccolta di 5 anni sia perché la strumentazione utilizzata ha questi tempi di ammortamento sia per poter accompagnare l’evoluzione del sistema senza rigidità

  • bacini di servizio non superiori fra i 30.000 abitanti e i 100.000 abitanti, bacini oltre cui non vi sono economie di scala, ma semmai si registrano diseconomie funzionali.

La scelta del bacino è ricaduta su un sistema di raccolta indicato come misto, ma sostanzialmente porta a porta, anche se in forma parziale dato che con questa modalità verrebbero raccolti indifferenziato e umido, e in parte del territorio anche la carta, lasciando alla raccolta stradale le altre frazioni maggiori.

Il tavolo esprime soddisfazione sul fatto che sia stata scartata la scelta della raccolta stradale con calotta, scelta che, sulla base dei dati statistici sui risultati dei comuni della regione, avrebbe portato ai risultati peggiori in termini di quantità e qualità, nonché al mancato raggiungimento degli obiettivi di legge.

Ritiene che la scelta fatta sia un primo passo nella giusta direzione, a patto che nel progetto vi siano tutti gli elementi che hanno permesso le migliori performances delle raccolte porta a porta e che nel bando di gara siano inseriti tutti gli elementi di flessibilità necessari per una rapida trasformazione del sistema senza rimanere ostaggi del vincitore di gara.

Per questo chiedono alle Amministrazioni di aprire un confronto, con un percorso partecipato che coinvolga: associazioni, comitati, categorie economiche e produttive, sindacati, associazioni dei consumatori, ecc. , prima della discussione nei Consigli Comunali e poi della definizione del bando, su:

  • il progetto che sta alla base della gara, avendo rilevato, ad una prima lettura, alcuni elementi contraddittori che rischiano di far deviare il piano dai giusti obiettivi;

  • il bando di gara per verificare e proporre quegli elementi di flessibilità che possano permettere la necessaria evoluzione della gestione in un arco di tempo così lungo come prevede il bando, agevolando quindi l’avvio e l’estensione di sperimentazioni e buone pratiche che già sono praticate e proposte da gruppi di cittadini.